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Aggiornamenti normativi
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IN SINTESI ANAC e AgID hanno pubblicato tre nuovi documenti realizzati nell'ambito del 6° Piano d'Azione Nazionale per il governo aperto 2024-2026 (6NAP): due vademecum sull'uso dei dati aperti per il monitoraggio civico di politiche e investimenti pubblici e le raccomandazioni della Community italiana per il governo aperto sull'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione. Il vademecum coordinato da ANAC fornisce indicatori, red flags e strumenti operativi per individuare possibili situazioni di rischio negli investimenti e nei contratti pubblici. Per RUP, stazioni appaltanti e operatori economici, questi materiali rappresentano un riferimento pratico per rafforzare i controlli interni e prevenire irregolarità, in coerenza con gli obiettivi di trasparenza e integrità pubblica promossi dall'Open Government Partnership. Il contesto: cosa sono il 6NAP e l'Impe...
IN SINTESI ANAC e AgID hanno pubblicato tre nuovi documenti realizzati nell'ambito del 6° Piano d'Azione Nazionale per il governo aperto 2024-2026 (6NAP): due vademecum sull'uso dei dati aperti per il monitoraggio civico di politiche e investimenti pubblici e le raccomandazioni della Community italiana per il governo aperto sull'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione. Il vademecum coordinato da ANAC fornisce indicatori, red flags e strumenti operativi per individuare possibili situazioni di rischio negli investimenti e nei contratti pubblici. Per RUP, stazioni appaltanti e operatori economici, questi materiali rappresentano un riferimento pratico per rafforzare i controlli interni e prevenire irregolarità, in coerenza con gli obiettivi di trasparenza e integrità pubblica promossi dall'Open Government Partnership. Il contesto: cosa sono il 6NAP e l'Impe...
Proroga del termine di gara a ridosso della scadenza: è illegittima
IN SINTESI Il TAR Calabria, Catanzaro, Sez. I, sentenza 5 agosto 2026, n. 1538, dichiara illegittima la proroga del termine di partecipazione a una selezione pubblica, concessa dalle ore 10 a mezzanotte dello stesso giorno su istanza di un solo concorrente, presentata a ridosso della scadenza. Il Collegio ravvisa eccesso di potere: la proroga, concessa proprio a ridosso dei giorni festivi che precedevano la scadenza, non poteva ragionevolmente favorire altri soggetti oltre alla controinteressata, tanto più che un precedente avviso di preinformazione aveva già garantito tempi congrui a tutti gli interessati. Ne consegue l'illegittimità della partecipazione della controinteressata e degli atti conseguenti. Il caso: la proroga concessa a poche ore dalla scadenza La vicenda riguarda una selezione pubblica il cui avviso, pubblicato il 25 novembre 2025, fissava il termine di presentazione...
IN SINTESI Il TAR Calabria, Catanzaro, Sez. I, sentenza 5 agosto 2026, n. 1538, dichiara illegittima la proroga del termine di partecipazione a una selezione pubblica, concessa dalle ore 10 a mezzanotte dello stesso giorno su istanza di un solo concorrente, presentata a ridosso della scadenza. Il Collegio ravvisa eccesso di potere: la proroga, concessa proprio a ridosso dei giorni festivi che precedevano la scadenza, non poteva ragionevolmente favorire altri soggetti oltre alla controinteressata, tanto più che un precedente avviso di preinformazione aveva già garantito tempi congrui a tutti gli interessati. Ne consegue l'illegittimità della partecipazione della controinteressata e degli atti conseguenti. Il caso: la proroga concessa a poche ore dalla scadenza La vicenda riguarda una selezione pubblica il cui avviso, pubblicato il 25 novembre 2025, fissava il termine di presentazione...
Atto organizzativo BIM: il documento che mette ordine prima della gara
In sintesi L’atto organizzativo per la gestione informativa digitale è il documento con cui la stazione appaltante stabilisce come intende governare il BIM prima ancora di applicarlo a una singola gara. Definisce ruoli, responsabilità, procedure, strumenti, competenze e modalità di controllo. Non sostituisce il capitolato informativo: ne costituisce il presupposto organizzativo. Senza questo passaggio, il rischio è chiedere modelli e dati agli operatori economici senza avere una struttura interna capace di formulare i requisiti, valutare le offerte e controllare le consegne. 1. Prima della gara viene l’organizzazione Una stazione appaltante deve pubblicare una procedura che prevede l’uso della gestione informativa digitale. Il capitolato informativo è quasi pronto, la piattaforma è stata individuata e nel disciplinare compare la richiesta di un’offerta di gestio...
In sintesi L’atto organizzativo per la gestione informativa digitale è il documento con cui la stazione appaltante stabilisce come intende governare il BIM prima ancora di applicarlo a una singola gara. Definisce ruoli, responsabilità, procedure, strumenti, competenze e modalità di controllo. Non sostituisce il capitolato informativo: ne costituisce il presupposto organizzativo. Senza questo passaggio, il rischio è chiedere modelli e dati agli operatori economici senza avere una struttura interna capace di formulare i requisiti, valutare le offerte e controllare le consegne. 1. Prima della gara viene l’organizzazione Una stazione appaltante deve pubblicare una procedura che prevede l’uso della gestione informativa digitale. Il capitolato informativo è quasi pronto, la piattaforma è stata individuata e nel disciplinare compare la richiesta di un’offerta di gestio...
Bando tipo ANAC 2/2026 SIA: requisiti, BIM e verifiche del RUP nelle gare di ingegneria...
IN SINTESI Il Bando tipo ANAC n. 2/2026 è lo schema di disciplinare per l'affidamento, con procedura aperta e offerta economicamente più vantaggiosa, dei servizi di architettura e ingegneria (SIA) di importo pari o superiore alle soglie europee. È stato approvato con delibera n. 153 del 15 aprile 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 111 del 15 maggio 2026) ed è vincolante per le stazioni appaltanti dal 30 maggio 2026. La Relazione illustrativa che lo accompagna spiega le scelte dell'Autorità, richiama le prime pronunce e approfondisce i temi segnalati dagli operatori: requisiti di partecipazione, servizi di punta, gestione informativa digitale (BIM), subappalto e avvalimento. Bando tipo vincolante: cosa dispone l'art. 103 e a cosa serve la Relazione illustrativa Il Bando tipo n. 2/2026 non è un modello facoltativo. Ai sensi dell'articolo 103 del d.lgs. 31 mar...
IN SINTESI Il Bando tipo ANAC n. 2/2026 è lo schema di disciplinare per l'affidamento, con procedura aperta e offerta economicamente più vantaggiosa, dei servizi di architettura e ingegneria (SIA) di importo pari o superiore alle soglie europee. È stato approvato con delibera n. 153 del 15 aprile 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 111 del 15 maggio 2026) ed è vincolante per le stazioni appaltanti dal 30 maggio 2026. La Relazione illustrativa che lo accompagna spiega le scelte dell'Autorità, richiama le prime pronunce e approfondisce i temi segnalati dagli operatori: requisiti di partecipazione, servizi di punta, gestione informativa digitale (BIM), subappalto e avvalimento. Bando tipo vincolante: cosa dispone l'art. 103 e a cosa serve la Relazione illustrativa Il Bando tipo n. 2/2026 non è un modello facoltativo. Ai sensi dell'articolo 103 del d.lgs. 31 mar...
Unicità dell’Offerta: le Offerte Alternative Sono Vietate
IN SINTESI Il Tar Lazio, Roma, Sez. II bis, con la sentenza 4 agosto 2026, n. 14084, ribadisce che il principio di unicità dell'offerta vieta a ogni concorrente di presentare più di una proposta in gara. La regola serve a garantire la comparazione tra i partecipanti in condizioni di parità. Nel caso deciso, un'impresa aveva offerto un prodotto diverso da quello richiesto nelle specifiche tecniche, dichiarandosi però disponibile a fornire il materiale originariamente indicato qualora la stazione appaltante lo avesse ritenuto inderogabile. Per il Tar questa è un'offerta condizionata e alternativa, vietata perché attribuisce al concorrente un ventaglio di opzioni precluso agli altri partecipanti. Il ricorso contro l'esclusione è stato respinto. Il caso deciso dal Tar Lazio La vicenda riguarda una gara d'appalto per la fornitura di ecostazioni (contenitori per la raccolta rifiuti), ...
IN SINTESI Il Tar Lazio, Roma, Sez. II bis, con la sentenza 4 agosto 2026, n. 14084, ribadisce che il principio di unicità dell'offerta vieta a ogni concorrente di presentare più di una proposta in gara. La regola serve a garantire la comparazione tra i partecipanti in condizioni di parità. Nel caso deciso, un'impresa aveva offerto un prodotto diverso da quello richiesto nelle specifiche tecniche, dichiarandosi però disponibile a fornire il materiale originariamente indicato qualora la stazione appaltante lo avesse ritenuto inderogabile. Per il Tar questa è un'offerta condizionata e alternativa, vietata perché attribuisce al concorrente un ventaglio di opzioni precluso agli altri partecipanti. Il ricorso contro l'esclusione è stato respinto. Il caso deciso dal Tar Lazio La vicenda riguarda una gara d'appalto per la fornitura di ecostazioni (contenitori per la raccolta rifiuti), ...
IGF Italia 2026: il programma delle sessioni è definito
IN SINTESI Il Comitato IGF Italia, costituito presso il Dipartimento per la trasformazione digitale, ha reso noto il programma di IGF Italia 2026, in calendario a Napoli il 29 e 30 ottobre 2026. Il programma comprende 19 sessioni, definite dopo una consultazione pubblica che ha raccolto oltre 300 contributi da istituzioni, PA, università, imprese, comunità tecnica e società civile. Gli incontri saranno dedicati a otto aree tematiche: intelligenza artificiale, cybersicurezza e fiducia digitale, sovranità digitale, competenze digitali e inclusione, informazione e disinformazione, cooperazione digitale e governance multistakeholder, sostenibilità digitale e partecipazione dei giovani. Cos'è IGF Italia e chi lo organizza IGF Italia è la declinazione nazionale dell'Internet Governance Forum delle Nazioni Unite, la piattaforma globale di confronto multistakeholder sulle politiche di I...
IN SINTESI Il Comitato IGF Italia, costituito presso il Dipartimento per la trasformazione digitale, ha reso noto il programma di IGF Italia 2026, in calendario a Napoli il 29 e 30 ottobre 2026. Il programma comprende 19 sessioni, definite dopo una consultazione pubblica che ha raccolto oltre 300 contributi da istituzioni, PA, università, imprese, comunità tecnica e società civile. Gli incontri saranno dedicati a otto aree tematiche: intelligenza artificiale, cybersicurezza e fiducia digitale, sovranità digitale, competenze digitali e inclusione, informazione e disinformazione, cooperazione digitale e governance multistakeholder, sostenibilità digitale e partecipazione dei giovani. Cos'è IGF Italia e chi lo organizza IGF Italia è la declinazione nazionale dell'Internet Governance Forum delle Nazioni Unite, la piattaforma globale di confronto multistakeholder sulle politiche di I...
Abilitazione D.M. 37/2008 non è requisito di partecipazione alla gara
IN SINTESI L'abilitazione tecnico-professionale prevista dal D.M. n. 37/2008 (già disciplinata dalla legge n. 46/1990) non costituisce un requisito di partecipazione alle procedure di gara per l'affidamento di appalti pubblici. Lo ha ribadito il TAR Puglia, Bari, Sez. I, con la sentenza 3 agosto 2026, n. 954, richiamando un orientamento consolidato dell'allora Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici e della giurisprudenza amministrativa. L'abilitazione va infatti dimostrata in fase esecutiva, mentre ai fini dell'ammissione in gara è sufficiente il possesso della qualificazione SOA nella categoria pertinente. Il caso: mancanza dell'abilitazione D.M. 37/2008 e ricorso dell'impresa concorrente Una società concorrente ha impugnato l'aggiudicazione di una procedura di gara, sostenendo che l'impresa risultata aggiudicataria avrebbe dovuto essere esclusa per carenza dell'abilitazione...
IN SINTESI L'abilitazione tecnico-professionale prevista dal D.M. n. 37/2008 (già disciplinata dalla legge n. 46/1990) non costituisce un requisito di partecipazione alle procedure di gara per l'affidamento di appalti pubblici. Lo ha ribadito il TAR Puglia, Bari, Sez. I, con la sentenza 3 agosto 2026, n. 954, richiamando un orientamento consolidato dell'allora Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici e della giurisprudenza amministrativa. L'abilitazione va infatti dimostrata in fase esecutiva, mentre ai fini dell'ammissione in gara è sufficiente il possesso della qualificazione SOA nella categoria pertinente. Il caso: mancanza dell'abilitazione D.M. 37/2008 e ricorso dell'impresa concorrente Una società concorrente ha impugnato l'aggiudicazione di una procedura di gara, sostenendo che l'impresa risultata aggiudicataria avrebbe dovuto essere esclusa per carenza dell'abilitazione...
Attestazioni OIV 2024: ANAC avvia la verifica finale e chiede il questionario agli...
IN SINTESI L'ANAC ha avviato un'attività di verifica sulle attestazioni OIV/ODV relative agli obblighi di trasparenza dell'annualità 2024, svolte nel corso del 2025, in attuazione del par. 7.2 della delibera ANAC n. 192 del 7 maggio 2025. Gli enti destinatari devono compilare un questionario, raggiungibile dal link contenuto nella comunicazione ricevuta, per completare i procedimenti relativi alle tre fasi previste: rilevazione, monitoraggio ed elencazione delle inadempienze residue. L'obiettivo è chiudere le pratiche 2024 ancora pendenti prima dell'avvio del nuovo ciclo di attestazioni, disciplinato dalla delibera ANAC n. 168 del 15 aprile 2026 per l'annualità 2025. Cosa ha comunicato l'ANAC e perché ora L'Autorità Nazionale Anticorruzione ha reso noto, all'inizio di agosto 2026, l'avvio di un'attività di monitoraggio riguardante l'acquisizione delle attestazioni OIV/ODV riferi...
IN SINTESI L'ANAC ha avviato un'attività di verifica sulle attestazioni OIV/ODV relative agli obblighi di trasparenza dell'annualità 2024, svolte nel corso del 2025, in attuazione del par. 7.2 della delibera ANAC n. 192 del 7 maggio 2025. Gli enti destinatari devono compilare un questionario, raggiungibile dal link contenuto nella comunicazione ricevuta, per completare i procedimenti relativi alle tre fasi previste: rilevazione, monitoraggio ed elencazione delle inadempienze residue. L'obiettivo è chiudere le pratiche 2024 ancora pendenti prima dell'avvio del nuovo ciclo di attestazioni, disciplinato dalla delibera ANAC n. 168 del 15 aprile 2026 per l'annualità 2025. Cosa ha comunicato l'ANAC e perché ora L'Autorità Nazionale Anticorruzione ha reso noto, all'inizio di agosto 2026, l'avvio di un'attività di monitoraggio riguardante l'acquisizione delle attestazioni OIV/ODV riferi...
Minimo salariale e costo medio della manodopera: la differenza che evita l’esclusione...
IN SINTESI Il Tar Campania, Salerno, con la sentenza n. 1467 del 31 luglio 2026, ribadisce un principio ormai consolidato: il minimo salariale non coincide con il costo medio della manodopera indicato nelle tabelle ministeriali. Il primo ha carattere inderogabile e deriva direttamente dal contratto collettivo applicato; il secondo è il risultato di un’elaborazione statistica del Ministero e ha valore solo indicativo. Ne consegue che un semplice scostamento tra il costo del personale esposto in offerta e il dato tabellare non basta, da solo, a giustificare l’esclusione dalla gara: l’impresa può dimostrare, con adeguate giustificazioni, la sostenibilità di una diversa organizzazione aziendale. Il caso deciso dal Tar Campania, Salerno Con la sentenza n. 1467 del 31 luglio 2026, la Sezione I del Tar Campania, Salerno, interviene su una questione ricorrente nelle gare p...
IN SINTESI Il Tar Campania, Salerno, con la sentenza n. 1467 del 31 luglio 2026, ribadisce un principio ormai consolidato: il minimo salariale non coincide con il costo medio della manodopera indicato nelle tabelle ministeriali. Il primo ha carattere inderogabile e deriva direttamente dal contratto collettivo applicato; il secondo è il risultato di un’elaborazione statistica del Ministero e ha valore solo indicativo. Ne consegue che un semplice scostamento tra il costo del personale esposto in offerta e il dato tabellare non basta, da solo, a giustificare l’esclusione dalla gara: l’impresa può dimostrare, con adeguate giustificazioni, la sostenibilità di una diversa organizzazione aziendale. Il caso deciso dal Tar Campania, Salerno Con la sentenza n. 1467 del 31 luglio 2026, la Sezione I del Tar Campania, Salerno, interviene su una questione ricorrente nelle gare p...
Protocollo Anac-Mur: più trasparenza nei concorsi universitari
IN SINTESI Il 30 luglio 2026 il Ministero dell’Università e della Ricerca (Mur) e l’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa per accompagnare l’attuazione della riforma del reclutamento universitario introdotta dalla legge n. 129/2026, che ha superato il sistema dell’Abilitazione Scientifica Nazionale (Asn). Il Protocollo, di durata biennale e rinnovabile, prevede la collaborazione tra Mur e Anac nella definizione dei principi dei decreti attuativi, con particolare attenzione ai requisiti di accesso ai concorsi, ai criteri per le liste nazionali dei commissari, alle cause di esclusione e alle modalità di sorteggio delle commissioni. Sono inoltre previsti strumenti per i Piani integrati di attività e organizzazione (Piao) degli atenei e l’istituzione di un tavolo tecnico Mur-Anac. Il contenuto del Protocol...
IN SINTESI Il 30 luglio 2026 il Ministero dell’Università e della Ricerca (Mur) e l’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa per accompagnare l’attuazione della riforma del reclutamento universitario introdotta dalla legge n. 129/2026, che ha superato il sistema dell’Abilitazione Scientifica Nazionale (Asn). Il Protocollo, di durata biennale e rinnovabile, prevede la collaborazione tra Mur e Anac nella definizione dei principi dei decreti attuativi, con particolare attenzione ai requisiti di accesso ai concorsi, ai criteri per le liste nazionali dei commissari, alle cause di esclusione e alle modalità di sorteggio delle commissioni. Sono inoltre previsti strumenti per i Piani integrati di attività e organizzazione (Piao) degli atenei e l’istituzione di un tavolo tecnico Mur-Anac. Il contenuto del Protocol...
BIM e Codice appalti: cosa deve fare una stazione appaltante
Il BIM non è un modello 3D da chiedere al progettista, ma un sistema con cui l’amministrazione definisce, raccoglie, controlla e utilizza le informazioni dell’opera pubblica. BIM negli appalti pubblici: non solo modelli 3D Quando si parla di BIM negli appalti pubblici, l’attenzione si concentra spesso sui software di modellazione e sulla rappresentazione tridimensionale dell’opera. È una lettura comprensibile, ma insufficiente. Nel Codice dei contratti pubblici il BIM è collocato all’interno di un concetto molto più ampio: quello dei metodi e strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni. Il modello geometrico è quindi solo una componente del processo. La questione centrale riguarda le informazioni che la stazione appaltante deve ottenere, le modalità con cui devono essere prodotte e scambiate, i soggetti chiamati a verificarle e il modo in...
Il BIM non è un modello 3D da chiedere al progettista, ma un sistema con cui l’amministrazione definisce, raccoglie, controlla e utilizza le informazioni dell’opera pubblica. BIM negli appalti pubblici: non solo modelli 3D Quando si parla di BIM negli appalti pubblici, l’attenzione si concentra spesso sui software di modellazione e sulla rappresentazione tridimensionale dell’opera. È una lettura comprensibile, ma insufficiente. Nel Codice dei contratti pubblici il BIM è collocato all’interno di un concetto molto più ampio: quello dei metodi e strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni. Il modello geometrico è quindi solo una componente del processo. La questione centrale riguarda le informazioni che la stazione appaltante deve ottenere, le modalità con cui devono essere prodotte e scambiate, i soggetti chiamati a verificarle e il modo in...
RTI in servizi e forniture: il principio di corrispondenza non si applica
IN SINTESI Il TAR Campania, Napoli, Sez. VIII, con la sentenza 29 luglio 2026 n. 4771, ribadisce un principio consolidato dal Consiglio di Stato (sent. n. 9599/2025): il principio di corrispondenza tra quota di qualificazione e quota di esecuzione, previsto dall’art. 30 dell’Allegato II.12 al Codice dei contratti pubblici, si applica solo agli appalti di lavori, non a servizi e forniture. Negli appalti di servizi (come la riscossione tributi) e forniture, la stazione appaltante può legittimamente prevedere che i requisiti siano posseduti “dal raggruppamento nel complesso”, senza vincolare ciascuna impresa a una quota di esecuzione corrispondente alla propria qualificazione. Il caso: l’esclusione contestata dal RTI aggiudicatario del servizio di riscossione tributi La controversia nasce dall’impugnazione, da parte di un operatore economico, dell̵...
IN SINTESI Il TAR Campania, Napoli, Sez. VIII, con la sentenza 29 luglio 2026 n. 4771, ribadisce un principio consolidato dal Consiglio di Stato (sent. n. 9599/2025): il principio di corrispondenza tra quota di qualificazione e quota di esecuzione, previsto dall’art. 30 dell’Allegato II.12 al Codice dei contratti pubblici, si applica solo agli appalti di lavori, non a servizi e forniture. Negli appalti di servizi (come la riscossione tributi) e forniture, la stazione appaltante può legittimamente prevedere che i requisiti siano posseduti “dal raggruppamento nel complesso”, senza vincolare ciascuna impresa a una quota di esecuzione corrispondente alla propria qualificazione. Il caso: l’esclusione contestata dal RTI aggiudicatario del servizio di riscossione tributi La controversia nasce dall’impugnazione, da parte di un operatore economico, dell̵...